"Amici e sostenitori di Kami, mi ritrovo a scrivervi dopo qualche anno, di ritorno da un viaggio in sud America che non poteva non prevedere una visita a Kami e alla sua gente... Si è concretizzato il sogno che ho custodito nel cassetto per sette anni nella filosofia dell'"esperar" (aspettare e sperare) e, vorrei aggiungere, questo sogno si è realizzato nel modo più bello, perché sono potuta tornare là, questa volta, con mio marito, in viaggio di nozze. Vorrei trasmettervi quella gioia che ho provato quando ho percorso la solita impervia e polverosa strada andina che, chilometro dopo chilometro, mi ha riportata a Kami. Ritornare tra quelle montagne, nel paese, nella Comunità salesiana, riabbracciare gli amici che allora avevo salutato con un "adios", ma che per me era rimasto un arrivederci, è stato meraviglioso. Allora vi raccontavo nelle mie lettere l'esperienza di un anno come volontaria, oggi sono a scrivervi di una manciata di giorni vissuti là, delle cose che ho visto cambiate in questi anni e di quelle che ho notato uguali, dei ragazzi di allora divenuti uomini e dei visi di donna invecchiati, della tenerezza dei bambini boliviani e della povertà di sempre. Prima di parlarvi del progetto che da anni sosteniamo insieme e dei suoi frutti, che ho potuto cogliere con questa visita, è giusto parlare di tutta la realtà della Missione, degli aspetti su cui si è maggiormente lavorato in più di trenta anni di attività. Le caratteristiche del territorio della Missione hanno influenzato le attività in cui è andata ad operare: da una parte la presenza di una grande miniera nel paese con buona parte della popolazione maschile adulta occupata nell'estrazione del minerale e dall'altra una grande estensione di "campo" in cui sono dislocate quasi 100 Comunità andine la cui economia si fonda sull'attività agricola. Da sempre si sono sviluppati progetti di azione sociale, per il miglioramento delle condizioni di vita e per la promozione umana, rispettosi di queste diverse realtà: ecco nascere progetti per lo sviluppo dell'agricoltura, per un'assistenza sanitaria più strutturata, per la diffusione dell'istruzione ad un numero sempre più elevato di bambini e adulti, per la crescita dei mezzi di comunicazione, per il riscatto sociale delle donne, ecc... L'ultima grande scommessa è stata la creazione di una centrale idroelettrica per garantire uno sviluppo sostenibile e, in futuro, autosufficienza economica a Kami. Nel 2001 il mio impegno era rivolto al progetto del "tejido" (filatura e tessitura della lana) a favore delle donne e al progetto dell'"Internado" per i ragazzi iscritti alle scuole superiori. Le mattinate trascorrevano in compagnia delle donne tessitrici mentre i pomeriggi erano programmati per le attività lavorative e scolastiche dei ragazzi. Tutti i pomeriggi, dopo le ore di scuola, i ragazzi, allora come adesso, erano chiamati a prestare alcune ore di lavoro nei campi, in falegnameria, nella panetteria o nell'officina meccanica, al termine delle quali dovevano studiare le lezioni e fare i compiti. Alcuni "chicos" dovevano fermarsi a Kami anche nel fine settimana, essendo le loro Comunità molto lontane: con loro venivano portate avanti attività lavorative e ricreative. Il numero dei ragazzi dell'Internado è andato crescendo ogni anno grazie alla sensibilizzazione operata a favore dell'istruzione per le nuove generazioni, cosicché il Collegio salesiano è diventato un punto di riferimento importante per le famiglie delle comunità della Missione. Le giornate a Kami sono sempre piene di attività e impegni da portare avanti: la realtà comunitaria vissuta dai Padri, in questo momento Serafino e Michelangelo, dai ragazzi in formazione, dai collaboratori e dai volontari, rappresenta una forza che incentiva il lavoro e permette di compierlo con dedizione, attenzione all'altro e gioia condivisa. Tornando al mio viaggio di febbraio 2009, siamo arrivati a Kami il secondo giorno di scuola ed i ragazzi stavano ancora iscrivendosi, per cui l'organizzazione delle sezioni doveva ancora essere definita; il numero di ragazzi si aggirava intorno agli 80, quindi in crescita rispetto agli anni passati. Devo confessarvi che l'Internado ha veramente cambiato volto da sette anni in qua: nuove e grandi costruzioni sono state realizzate per ospitare tutte le classi, scherzosamente una casa-alloggio è stata soprannominata "el castillo" (il castello) perché è la costruzione più alta di Kami e arrivando dalla strada svetta su tutto il paese. I ragazzi hanno a disposizione spazi più ampi in cui vivere e studiare, le stanze, dai refettori alle camerate, sono state dipinte con colori vivaci per cui l'ambiente è più allegro e degno di ospitare una "carica" di studenti così piena di vita! L'Internado si è anche dotato di un laboratorio per la produzione di salsicce grazie all'intraprendenza di Edo e Cinzia, volontari di Alba, che hanno prestato il loro servizio a Kami fino a qualche settimana fa. I maiali allevati nelle stalle del progetto agricolo della missione sono la materia prima della lavorazione delle salsicce. Oltre ai maiali si allevano bovini per la produzione di latte, formaggio e yogurt, e le trote. A febbraio, inoltre, era in fase di realizzazione un magazzino destinato alla vendita delle patate, degli ortaggi e altri prodotti della terra ricavati dalle coltivazioni del progetto agricolo della Missione in cui collaborano i "chicos" (i ragazzi) dell'Internado. L'idea è quella di creare un punto vendita dei prodotti alimentari ricavati dalle attività del Progetto agricolo e zootecnico per la popolazione di Kami: anche là è arrivata la politica dei prodotti alimentari acquistati a chilometri 0! Oltre a lavorare per il Progetto agricolo i ragazzi sono impegnati nella falegnameria, nella panetteria (per sfornare ogni giorno il pane destinato alla scuola, al collegio e alla comunità), nel laboratorio di meccanica e di torneria. Quest'anno i responsabili delle sezioni dell'Internado sono aspiranti Salesiani che affiancano alla loro formazione un servizio educativo a favore dei ragazzi. Un'ultima cosa che mi preme raccontarvi riguarda l'incontro con alcuni ragazzi, Ramiro e Nicolas ad esempio, che allora erano "chicos" dell'Internado ed ora sono diventati efficienti collaboratori dei progetti della Missione: hanno proseguito con l'Università Agraria a distanza, collaborano nel Progetto agricolo e sono diventati tecnici esperti pronti a diventare, grazie alla loro competenza, importanti punti di riferimento per le loro Comunità. Questo è il percorso di formazione che intende favorire l'inserimento dei ragazzi nelle strutture di Kami, prima nell'Internado e poi, per chi vuole, nell'Università Agraria, per arrivare a restituire alle Comunità della Missione i loro ragazzi disposti a portare la competenza e l'esperienza acquisita. Ho incontrato anche Osvaldo, un altro "chico" conosciuto nel 2001, diventato un bravo meccanico ed ora anche un bravo papà. Per tutti c'è una storia diversa... Non posso non parlare di Santiago, ormai per tutti Santi, un "chico" che allora era nel "bloque di segundo medio", ed ora è nella Comunità con i padri Serafino e Michelangelo, aspirante Salesiano ed educatore dei ragazzi: per lui si è aperta un'altra grande e promettente strada, maturata a partire dall'esperienza dell'Internado. Due parole, un pasto condiviso, una masticata di coca insieme (non la cocaina, attenzione, ma la coca, una foglia sacra per gli indios, che dà un po' di energia e attenua il dolore e la fame), uno scambio di sguardi e di sorrisi ed è stato di nuovo bello incontrare quei ragazzi che con i loro racconti hanno riempito i sette anni di distanza in cui di loro avevo notizie sporadiche. Raccontandovi dell'Internado e di alcune storie dei suoi ragazzi spero di avervi fatto incontrare un po' di più quella parte di mondo che, anche se non avete mai visto, occupa certamente anche una parte del vostro cuore perché vi spinge a vivere una delle dimensioni più importanti, che fanno grande l'uomo, la solidarietà. A Kami, vi assicuro, c'è una bella "squadra", che con fiducia e amore spende tante energie per progettare e costruire insieme un futuro migliore per e con gli uomini e le donne di quell'angolo sperduto di Bolivia. In tutto questo è bello pensare di poter far parte di questa "squadra", di contribuire, con gesti concreti, anche piccoli, alla realizzazione di un sogno che continua a gettare semi di speranza per la vita di altri, e per la nostra. GRAZIE a tutti, come sempre... Cristina" Nel 2009 abbiamo ricevuto più di 80 adesioni (nuove e rinnovi) al Progetto di sostegno a distanza per i ragazzi dell'Internado in Kami. Ciò ci dà molta gioia e anche grande speranza per la continuazione di tutto il lavoro in corso tra la popolazione andina, pertanto rinnoviamo la proposta di partecipare all'iniziativa anche per il 2010. Alleghiamo la scheda info del progetto e la scheda di adesione con le modalità per partecipare al progetto. Le adesioni al Progetto di sostegno all'Internado di Kami possono essere inviate fino al 31 marzo 2010. Ringraziandovi per l'aiuto che date alla Missione di Kami, vi salutiamo con amicizia. I Volontari del Gruppo "Progetto Kami" Cristina Actis Vittoria e Tonino Benigni Felicita Mosso Giusy Lizzola Lanzo Torinese, 23 gennaio 2010 facciata esterna facciata interna (l'indirizzo mail non è aggiornato, quello corretto è progettoscuolakami@libero.it) Progetto "Scuola e futuro per i ragazzi di Kami" Regione Oviglia Inferiore 45, 10074 Lanzo Torinese. o all'indirizzo di posta elettronica (NUOVO): progettoscuolakami@libero.it Puoi rivolgerti ai seguenti fiduciari dell'iniziativa: - Cristina ACTIS (Cuneo), tel. 0171411677 - Tonino e Vittoria BENIGNI (Cumiana), tel. 0119059085 - Giusy LIZZOLA (Corio T.se), tel. 3387681606 - Felicita MOSSO (Lanzo T.se), tel. 3479646188
Adozioni a distanza
31/1/2010: Carissimi amici nostri e di Kami, vogliamo darvi notizie dalla Missione boliviana di Kami e del progetto "Scuola e futuro per i ragazzi di Kami", una iniziativa nata nel 2003 per il sostegno a distanza dei ragazzi dell'Altopiano che studiano nella scuola media di Kami. Lo facciamo con un messaggio di Cristina Actis, la prima volontaria italiana che, in Bolivia, si è occupata dei ragazzi dell'Internado. Si può, anzi dire che la Comunità dei ragazzi l'ha iniziata proprio lei. Poi, al suo rientro in Italia nel 2003, è cominciato anche il Progetto "Scuola e futuro per i ragazzi di Kami", in sostegno all'Internado che Cristina ha dovuto lasciare quando è tornata a Cuneo. Nel 2009 Cristina, dopo il matrimonio, ha inserito Kami nel viaggio di nozze, e ci ha scritto un reportage appassionato e commovente, ma anche puntuale e realistico, della Missione che ha ritrovato dopo tanti anni. Leggiamo quindi le sue parole.
Volantino "Scuola e futuro per i ragazzi di Kami"(12/1/07):
=> Aggiornamento della situazione a aprile 2009 (nuovo documento: 31/1/10): documento Word
=> Scheda informativa per adesioni 2010 (nuova versione: 31/1/10): documento Word
=> Scheda adesione 2010: da compilare e inviare (nuova versione: 31/1/10): documento Word
Per richiedere copie del volantino e informazioni scrivi all'indirizzo: